Exhibitions

Ruth Beraha
IO DI TE NON MI STANCO
Ncontemporary  – Milan
13 September – 6 November 

With a text by Bernardo Follini

– EN

 

“Io di te non mi stanco (I don’t get tired of you)” is the first solo exhibition by Ruth Beraha (1986, Milan) in the spaces of Ncontemporary in Milan, a new chapter in a broader research by the artist who investigates iconoclasm and the rejection of the image through narrative processes of fiction.

The show presents Visionarie (2021), a cycle of eye-shaped sculptures made of hand-painted ceramic, together with a sound installation entitled Mia cara (2021). The reflection on iconoclastic logics concentrates and narrows, focusing on the minimal grammar of the vision process. The eyeballs, deprived of the bodies of their subjects, dominate the walls of the space. They are simple organs of the visual apparatus, but the function they evoke is not only expressed in the exercise of sight. Rather, the eyes trigger a dynamic of interaction with the spectator: we could say that they are the ones who look at the audience and with this action make them images. The Visionarie are in fact vehicles of the gaze, as understood in the field of cultural studies and cinema. They are devices for the production of subjectivity and establish a relationship of power between the looking subject and the object being looked at.

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– ITA

“Io di te non mi stanco” è la prima mostra personale di Ruth Beraha (1986, Milano) negli spazi di Ncontemporary a Milano, nuovo capitolo di una più ampia ricerca dell’artista che indaga l’iconoclastia e il rifiuto dell’immagine attraverso processi narrativi di fiction.

“Io di te non mi stanco” presenta Visionarie (2021), un ciclo di sculture a forma di occhi realizzate in ceramica dipinta a mano, insieme a un’installazione sonora intitolata Mia cara (2021). La riflessione sulle logiche iconoclaste si concentra e restringe, focalizzandosi sulla grammatica minima del processo di visione. I bulbi oculari, privati dei corpi dei loro soggetti, dominano le pareti dello spazio. Sono semplici organi dell’apparato visivo, ma la funzione che evocano non si esplica unicamente nell’esercizio della vista. Gli occhi innescano piuttosto una dinamica di interazione con lǝ spettatorǝ: potremmo dire che sono loro a guardare i pubblici e con questa azione a renderli immagini. Le Visionarie sono infatti veicoli dello sguardo (gaze), per come inteso nel campo degli studi culturali e del cinema. Sono dei dispositivi di produzione di soggettività e stabiliscono un
rapporto di potere tra soggetto guardante e (s)oggetto guardato.

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