Exhibitions

MAIN GALLERY:

Secondo Tempo
Matan Ashkenazy, Ruth Beraha, Jonny Briggs, Paolo Ciregia, Tom Lovelace, Giulia Maiorano, Michael Rakowitz e Cristiano Tassinari

Ncontemporary Project Room
Via Lulli 5
Wed-Sat 15.00-21.00

Il Secondo Tempo è una speranza, un’occasione di riscatto, ma allo stesso tempo l’inizio della fine, l’avvio verso la conclusione. Prendendo spunto da un grande lavoro del 2006 di Michael Rakowitz, in prestito da una collezione privata italiana, Secondo Tempo raccoglie una serie di opere legate alla tematica della messa in discussione degli equilibri: sul fronte finanziario, politico o semplicemente personale.

In “Point Conversion”, infatti, l’artista americano trasforma un campo da football di erba sintetica (Astroturf) in un tappeto di preghiera islamica, prendendo spunto dalla possibilità esistente nella religione di utilizzare spazi pubblici per luoghi di preghiera, all’occorrenza. La tematica della necessità di adattamento di fronte a grandi eventi naturali e il richiamo diretto all’impatto delle emergenze sul mondo dello sport e della religione sembrano in grande sintonia rispetto al presente.

In “Stratum”, invece, Matan Ashkenazy ritrae in una serie di silver gelatin prints il momento della pulitura della facciata dell’edificio della Bank of England, esempio di architettura neoclassica dell‘800 progettato da Sir John Soane. L’azione di pulizia della facciata diventa quindi simbolo della stratificazione storica, ma anche del tentativo di innalzare e mantenere fresca l’immagine e la grandiosità delle organizzazioni economiche e finanziarie di fronte al caos.

Paolo Ciregia presenta invece un lavoro inedito. Durante la prima fase del lockdown l’artista ha messo in discussione la corsa smodata al mondo digitale come reazione alla mancanza della possibilità di fruire fisicamente dell’arte e delle relazioni. In una serie di scambi postali, Ciregia ha registrato il movimento di pacchi tra Viareggio, dove è rimasto ad affrontare la quarantena, e Milano, dove vive e lavora stabilmente. Il risultato sono tracce sonore della logistica in Italia, resti concreti della quarantena italiana, ricordi della necessità di fisicità nella ricerca artistica.

I lavori esposti assumono una dimensione tale da consentirci di allargare lo sguardo e osservare come un evento traumatico entri a far parte della dinamica di trasformazione, dal punto di vista fisico, sociale, politico, affettivo ed economico. In modo molto frammentato ed eterogeneo, Secondo Tempo indica quell’urgenza che ci spinge alla ricerca di un nuovo equilibrio, di una azione consapevole. Rappresentativa in questo senso è anche la serie “In preparation” di Tom Lovelace: frammenti performativi ispirati dalla condizione della ricerca di una stabilità, personale prima ancora che sociale.

EN

Secondo Tempo (Second Half) represents hope, an opportunity for redemption, but at the same time the beginning of the end, the conclusion. Taking inspiration from a 2006 large scale work by Michael Rakowitz, part of an Italian private collection, Secondo Tempo includes a series of works related to the issue of uncertainty and the questioning of balances: on the financial, political or simply personal front.

In “Point Conversion” the American artist transforms a synthetic grass football field (Astroturf) into an Islamic prayer rug, taking inspiration from the possibility existing in religion of using public spaces as places of prayer, if necessary. The issue of the need to adapt in the face of major natural events and the direct reference to the impact of emergencies on sport and religion seem to be in great harmony with the present.

In “Stratum” Matan Ashkenazy portrays in a series of silver gelatin prints the moment of cleaning the facade of the Bank of England building, an example of 19th century neoclassical architecture designed by Sir John Soane. The cleaning of the facade therefore becomes a symbol of historical stratification, but also of the attempt to raise and maintain the image and grandeur of economic and financial organizations in the face of chaos.

Paolo Ciregia instead presents the only new work on display. During the first phase of the lockdown, the artist questioned the immoderate race toward digital as a reaction to the lack of the opportunity to physically enjoy art and relationships. In a series of postal exchanges, Ciregia recorded the movement of parcels between Viareggio, where he quarantined, and Milan, where he lives and works permanently. The result are sound tracks from logistics in Italy, concrete remains of the Italian quarantine, memories of the need for physicality in artistic research.

The exhibited works take on a dimension that allows us to broaden our gaze and observe how a traumatic event becomes part of the dynamics of transformation, from a physical, social, political, emotional and economic point of view. In a very fragmented and heterogeneous way, Secondo Tempo indicates that urgency that drives
us to search for a new balance. Representative in this sense is also the series “In preparation” by Tom Lovelace: performative fragments inspired by the condition of the search for stability, personal rather than social.

Press release

PROJECT ROOM:

Santiago Reyes Villaveces
Spirit Level

Ncontemporary Project Room
Via Lulli 5
Wed-Sat 15.00-21.00

Spirit Level è un nuovo corpus di lavori urbani di Santiago Reyes Villaveces. La mostra esamina le connessioni post-scultoree delle contemporanee infrastrutture dei fluidi.

Le acque nere di Milano sono sostanze “trasgressive” che sembrano parlare da sole. Le loro strutture costituiscono uno strumento fondamentale per la sopravvivenza della città e portano inevitabilmente con se’ i detriti e residui fisiologici.

Le acque nere contengono miscele e sostanze impoverite che sono state consumate dai corpi di una popolazione. Tuttavia, queste acque portano anche i resti forensi di sostanze che si trovano al limite della legalità. È il caso della cocaina, quella sostanza alchemica che trasforma la conoscenza botanica in oro. In questa mostra, il flusso di liquami è analogo alle trasformazioni e ai flussi che vengono introdotti dal Poporo precolombiano: un manufatto per il consumo di foglie di coca schiacciata con alcaloidi che provengono dal mare o dalle foreste pluviali tropicali. Il Poporo è un simbolo di cosmologie precolombiane e del capitalismo coloniale. è un manufatto che collega diversi mondi: il mondo della ricchezza astratta accumulata, il mondo del magnetismo del desiderio per il metallo, insieme al mondo della circolazione.

SANTIAGO REYES VILLAVECES (1986) è un artista colombiano la cui pratica esplora i processi scultorei e post-scultorei. Combina un focus di ricerca con aspetti materiali di studio. La sua pratica include installazioni, sculture, disegni, stampe, finzioni d’archivio e azioni performative che forgiano relazioni speculative attraverso materiale prodotto in modo diverso. Attraverso la sua pratica, Villaveces esplora spesso aspetti ricettivi del luogo, il che potrebbe significare che cerca di trasformare, determinare, modificare e interferire negli spazi in cui opera. I suoi progetti attuali ruotano attorno a storie minerarie. Mescolando la geopolitica della conquista spaziale con un impegno critico con le storie coloniali, la sua ricerca si confronta con domande sulla materia come il sistema del mondo minerale e il suo rapporto con la costruzione di storie sociopolitiche, finzioni e processi speculativi.

Nel  2015 ha vinto la borsa di studio Abraaj Royal College of Art Innovation  2015/2017. Villaveces ha conseguito un Master in Scultura presso il Royal College of Art di Londra  (2015/2017) e una laurea in Arti Visive, Storia e Teoria dell’Arte presso l’Universidad de los Andes a Bogotà  (2009). Nel  2019 è stato il vincitore del Premio Matteo Olivero in Italia, nominato dal curatore italiano Eugenio Viola e selezionato dalla giuria composta da Chrissie Iles, Anne e Joel Ehrenkranz Curatore del Whitney Museum of American Art, New York. e Stefano Raimondi. I suoi lavori e progetti sono stati presentati in spazi pubblici e privati, in Sud America, Nord America, Europa e Medio Oriente come: Koksijde kunstwerken, Belgio  (2019); Museo di antropologia Murcia, Spagna  (2019), Frieze London con l’Instituto de Visión Gallery, Academiae Youth Art Biennale di Bolzano, Italia; la mostra personale “Reside” alla Galleria Marie Laure Fleisch di Bruxelles, Belgio; il progetto site specific Traino  (2014) alla Cavallerizza Reale di Torino, Italia; il progetto site specific Monuemetria  (2009) presso la Pinacoteca do Estado de Sao Paulo, in Brasile, sviluppato con il collettivo Delenguaamano; New Names  (2013), Museo del Banco de la República di Bogotà  (2013) e 43 Sálon (Inter) nacional de Artistas  (2013), organizzato dal Ministero della Cultura. Vive e lavora a Bogotà e Ambalema Colombia.
—-
EN

Spirit level is a new body of urban-responsive works by Santiago Reyes Villaveces. The exhibition looks at the post-sculptural connections of contemporary infrastructures of fluids.

Milano’s black waters are transgressive substances that appear to speak for themselves. Their infrastructures provide the vital means for the subsistence of the city and carry the city’s own weight—literally as accumulated debris and involuntary corporeal leftovers. Black waters contain mixtures and depleted substances that have been consumed by a population’s bodies. However, these waters also carry the forensic remnants of substances that lie at the threshold of legality. Such is the case of cocaine—that alchemical substance that turns botanic knowledge into gold. In this exhibition, the flow of sewage is analogous to the transformations and streams that are brought in by the precolumbian poporo: an artefact for the consumption of coca leaves, crushed with alkaloids that come from the sea or the tropical rainforests. The poporo is a symbol of precolumbian cosmologies, colonial capitalism and an artefact that connects several worlds—the world of accumulated abstract wealth, the world of desire’s magnetism for metal, along with the world of excretion and circulation.

SANTIAGO REYES VILLAVECES (1986) is a Colombian artist whose practice explores sculptural and post-sculptural processes. He combines a research focus with material studio aspects. His current practice includes installations, sculptures, drawings, prints, archival fictions, and performative actions that forge speculative relations across diversely produced material. Through his practice, Santiago often explores site responsive aspects, which might mean that he seeks to transform, determine, modify, and interfere in the spaces in which they operate. His current projects revolve around mineral histories. Blending geopolitics of spatial conquest with a critical engagment with colonial histories, his research grapples with questions about matter as the system of the mineral world and its relationship with the construction of the sociopolitical histories, fictions, and speculative processes. These projects use film, neon, prints, sculptures, and readymade objects from the collection of institutions to spatialize my research process.

In 2015, he won the Abraaj Royal College of Art Innovation Scholarship 2015/2017. Santiago holds an MA in Sculpture from the Royal College of Art in London (2015/2017) and a degree in Visual Arts and History and Theory of Art from the Universidad de los Andes in Bogota (2009). In 2019 he was the winner of the Matteo Olivero Award in Italy, nominated by the Italian curator Eugenio Viola and selected by the jury composed by Chrissie Iles, Anne and Joel Ehrenkranz Curator of the Whitney Museum of American Art, New York. and Stefano Raimondi. His works and projects have been presented in public and private spaces, in South America, North America, Europe and the Middle East such as: Koksijde kunstwerken, Belgium (2019); Museum of anthropology Murcia, Spain (2019), Frieze London with Instituto de Visión Gallery, Academiae Youth Art Biennale in Bolzano, Italy; the solo exhibition ‘Reside’ in Marie Laure Fleisch Gallery Brussels, Belgium; the site-specific project Traino (2014) at the Cavallerizza Reale in Turin, Italy; the site-specific project Monuemetria (2009) at the Pinacoteca do Estado de Sao Paulo, Brazil developed with the collective Delenguaamano; New Names (2013), Museum of Banco de la República in Bogota (2013) and 43 Sálon (Inter)nacional de Artistas (2013), organized by the Ministry of Culture. The artist lives and works between Bogota and Ambalema, Colombia